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Eclissi Solare del 12 Agosto 2026

Guida fotografica completa: come scattare, dove vederla in Italia e nel mondo, sicurezza

Foto di sfondo: Baily’s Beads e protuberanze solari, eclissi dell’8 aprile 2024, Dallas. Fonte: NASA/Keegan Barber

Il 12 agosto 2026 la Luna coprirà il Sole in una delle eclissi più attese degli ultimi decenni: la prima totale visibile dall’Europa continentale dal 1999.

 

In questa guida trovi tutto quello che serve per fotografarla in sicurezza: attrezzatura, impostazioni di scatto, dove vederla in Italia e all’estero, e le regole di protezione per occhi e fotocamera verificate su fonti tecniche affidabili.

Percorso dell'eclissi solare totale del 12 agosto 2026
Percorso ufficiale dell’eclissi solare totale del 12 agosto 2026.
Fonte: NASA Science / NASA’s Scientific Visualization Studio

Prima di iniziare (risposte rapide)

  • Il filtro ND del mio kit va bene? No. Un filtro ND normale, anche da 10 stop, non basta e non è sicuro: vedi la sezione sicurezza.
  • Devo togliere il filtro durante l’osservazione dall’Italia? Mai: dall’Italia l’eclissi resta sempre parziale, il filtro va tenuto per tutta la durata del fenomeno.
  • Posso guardarla a occhio nudo? Mai senza occhiali certificati ISO 12312-2, nemmeno quando sembra “quasi coperta”.
  • Serve per forza un teleobiettivo? No: puoi anche scegliere un grandangolo e includere il paesaggio, con il sole come piccolo elemento della scena.


1. Cos’è un’eclissi solare totale

Un’eclissi solare totale avviene quando la Luna si posiziona esattamente tra il Sole e la Terra, coprendo per intero il disco solare per alcuni minuti.

Il fenomeno è visibile solo lungo una fascia stretta della superficie terrestre, chiamata fascia di totalità: fuori da questa fascia, il Sole viene coperto solo in parte.

Il 12 agosto 2026 si verificherà una nuova eclissi solare totale, la prima visibile dall’Europa continentale dal 1999.

La fascia di totalità attraverserà la Russia artica, la Groenlandia, l’Islanda, la Spagna settentrionale e le Isole Baleari, terminando poco dopo il tramonto sul Mar Mediterraneo.

La durata massima della totalità sarà di circa 2 minuti e 18 secondi, ma solo sull’Oceano Atlantico: sulla terraferma, in Spagna, la durata massima reale sarà di poco inferiore ai 2 minuti.

Dall’Italia l’eclissi sarà visibile solo in forma parziale: il Sole non verrà mai coperto del tutto, ma lo spettacolo resterà comunque notevole, soprattutto al Nord.

Corona solare visibile durante la totalità di un'eclissi solare
Durante la totalità diventa visibile la corona solare, normalmente nascosta dalla luce intensa del Sole. Eclissi dell’8 aprile 2024, Dallas.
Fonte: NASA / Keegan Barber
Perché durante la totalità compare la corona solare?
La fotosfera, la superficie luminosa del Sole, viene completamente occultata dalla Luna: questo rende finalmente visibile la corona, la tenue atmosfera esterna del Sole, normalmente nascosta dalla sua intensa luminosità.
Perché il cielo diventa buio?
La Luna blocca quasi completamente la luce diretta del Sole: la luminosità cala improvvisamente, con un effetto simile a un tramonto molto rapido. In Italia, dove l’eclissi resta parziale, questo effetto sarà solo accennato, mai completo.
Cosa sono le Baily’s Beads?
Sono i puntini di luce che appaiono per un istante appena prima e appena dopo la totalità, causati dal passaggio degli ultimi raggi di Sole tra le montagne e le valli del profilo lunare. Prendono il nome dall’astronomo Francis Baily, che li descrisse per primo nel 1836.
In sintesi:
Data: mercoledì 12 agosto 2026
Tipo: eclissi solare totale (parziale dall’Italia)
Percorso della totalità: Russia artica, Groenlandia, Islanda, Spagna settentrionale, Isole Baleari
Durata massima: circa 2 minuti e 18 secondi (solo sull’Atlantico, meno di 2 minuti sulla terraferma spagnola)
In Italia: eclissi parziale, visibile al tramonto

Guarda l’animazione ufficiale NASA

Questa visualizzazione ufficiale della NASA Scientific Visualization Studio segue l’ombra della Luna lungo tutto il suo percorso attorno al globo, dalla Siberia artica fino al tramonto sul Mediterraneo.

Animazione del percorso dell’ombra lunare durante l’eclissi solare totale del 12 agosto 2026.
Fonte: NASA Scientific Visualization Studio / Ernie Wright


2. Attrezzatura: cosa serve davvero

L’unico elemento davvero indispensabile, più della fotocamera stessa, è il filtro solare: senza quello, non si fotografa in sicurezza.

Deve essere un filtro solare dedicato, certificato allo standard di sicurezza ISO 12312-2, montato sempre sulla parte anteriore dell’obiettivo.

Attenzione: se il tuo teleobiettivo ha un vano filtri posteriore (slip-in), non usarlo per il filtro solare: quel vano è pensato per filtri fotografici normali, non per puntare il sole, e il filtro rischia di danneggiarsi per il calore concentrato.

Per l’obiettivo, la scelta dipende dal tipo di foto che vuoi realizzare.

Un teleobiettivo tra 200mm e 500mm dà un primo piano soddisfacente del disco solare: con un 400mm su full frame, o 250-300mm su una fotocamera APS-C, ottieni già una dimensione del sole ben visibile nel fotogramma.

Un grandangolo tra 14mm e 35mm è la scelta giusta se invece vuoi includere il paesaggio nella foto: il sole apparirà come un piccolo punto luminoso nella scena, ma può funzionare benissimo come elemento compositivo.

Un dato utile da sapere prima di scattare: anche con un teleobiettivo potente, il sole nella foto resta piccolo. Con un obiettivo da 500mm, per esempio, il sole occupa sul sensore solo circa 4,6 millimetri: pochissimo, anche se “500mm” sembra tantissimo. Per questo motivo, quasi sempre, dopo lo scatto serve comunque un ritaglio in post-produzione per ottenere un primo piano più ravvicinato del disco solare (se vuoi approfondire le tecniche di post-produzione, ho anche un corso online su Lightroom). Se vuoi calcolare la dimensione esatta per il tuo obiettivo, la regola usata dagli astrofotografi è semplice: dividi i millimetri della focale per 109.

Non serve una fotocamera speciale: qualsiasi modello con controlli manuali va bene, sia mirrorless che reflex.

Su una fotocamera con sensore APS-C il fattore di moltiplicazione gioca a favore: un 200mm si comporta otticamente come un 300mm su full frame.

Serve un treppiede robusto con testa capace di reggere bene il peso di obiettivo e filtro, soprattutto in caso di vento.

Usa sempre uno scatto remoto o un intervalometro: premere il pulsante di scatto a mano, anche su treppiede, rischia di introdurre micromosso.

Porta sempre batterie e schede di memoria di scorta: l’eclissi non aspetta, e non c’è una seconda occasione lo stesso giorno.

Infine, procurati occhiali da eclissi certificati ISO 12312-2 per la protezione degli occhi: servono comunque, anche se fotografi con la fotocamera protetta dal suo filtro.

Checklist attrezzatura:
☐ Filtro solare certificato ISO 12312-2 (montato davanti all’obiettivo)
☐ Teleobiettivo 200-500mm oppure grandangolo 14-35mm
☐ Fotocamera con controlli manuali
☐ Treppiede e testa robusti
☐ Scatto remoto o intervalometro
☐ Batterie e schede di memoria di scorta
☐ Occhiali da eclissi certificati ISO 12312-2

Dove trovare filtri e occhiali certificati

Questa sezione contiene link di affiliazione Amazon: se acquisti tramite questi link, potrei ricevere una piccola commissione, senza alcun costo aggiuntivo per te. Consiglio solo prodotti certificati ISO 12312-2.

  • Occhiali da eclissi certificati ISO 12312-2 (include anche 2 filtri per smartphone): vedi su Amazon
  • Filtro solare per obiettivo fotografico e telescopio (foglio certificato ISO 12312-2 da ritagliare su misura per il tuo diametro): vedi su Amazon

Nota: il filtro è un foglio da ritagliare, non un accessorio già montato: misura il diametro esterno del tuo obiettivo o telescopio, taglia un disco leggermente più grande e fissalo con un supporto (es. anello di cartone rigido) sulla parte anteriore, in modo che non possa scivolare o cadere.



3. Impostazioni e tecnica di scatto

Imposta sempre la modalità manuale: è l’unico modo per avere il pieno controllo su un soggetto così particolare e luminoso.

Parti da un diaframma intorno a f/8: è il compromesso più diffuso tra nitidezza e luminosità con il filtro solare montato.

Mantieni l’ISO basso, tra 100 e 200, per evitare rumore digitale inutile: la luce, anche filtrata, non manca mai.

Per il tempo di scatto, con il filtro solare montato durante le fasi parziali, un buon punto di partenza è 1/500s: il valore esatto dipende dalla combinazione di densità del filtro, diaframma e ISO, quindi regola in base all’esposimetro.

Usa la misurazione spot puntata direttamente sul sole, non la misurazione media: eviti così di farti ingannare dal resto del cielo.

Fai sempre un bracketing dell’esposizione, scattando una serie a diversi tempi intorno al valore base: ti dà margine per scegliere lo scatto più equilibrato in post-produzione.

Metti a fuoco manualmente sul bordo del disco solare: l’autofocus spesso non riesce ad agganciare un soggetto così uniforme e privo di contrasto.

Per verificare la messa a fuoco, ingrandisci l’immagine in live view sullo schermo LCD prima di scattare la serie definitiva.

Imposta il bilanciamento del bianco in manuale: puoi comunque correggerlo con precisione in post-produzione partendo da un file RAW, che mantiene molto più margine di recupero rispetto a un JPEG.

Una corretta gestione del colore in post-produzione aiuta a mantenere fedeli le tonalità del cielo e del disco solare, evitando differenze indesiderate tra schermo e file finale.

Se lavori su treppiede, disattiva la stabilizzazione dell’obiettivo: su un supporto fermo può paradossalmente introdurre micro-vibrazioni invece di eliminarle.

Un consiglio pratico: fai qualche scatto di prova nei giorni precedenti, alla stessa ora e con lo stesso filtro montato, per arrivare al 12 agosto con le impostazioni già collaudate invece di improvvisare sul momento.

Se invece scegli l’approccio grandangolare, con il sole ridotto a un piccolo punto nella scena, la messa a fuoco si gestisce diversamente: in questo caso conviene mettere a fuoco all’iperfocale, per avere tutto nitido dal primo piano fino all’infinito.

Puoi calcolare l’iperfocale esatta per il tuo obiettivo e la tua fotocamera con il calcolatore gratuito di lunga esposizione, DOF e focus stacking, invece di affidarti a valori approssimativi.

Impostazioni di partenza (fase parziale, con filtro solare):
Modalità: manuale
Diaframma: f/8
ISO: 100-200
Tempo: 1/500s (da regolare con l’esposimetro)
Misurazione: spot, sul disco solare
Messa a fuoco: manuale, sul bordo del sole, verificata in live view
Bracketing: consigliato, più scatti attorno al tempo base
Errori da evitare durante l’eclissi:
✗ Non osservare mai il Sole senza filtri certificati ISO 12312-2
✗ Non utilizzare normali occhiali da sole come protezione
✗ Non guardare il Sole attraverso fotocamere, binocoli o telescopi senza un filtro solare dedicato
✗ Non utilizzare filtri ND fotografici al posto dei filtri solari
✗ Non improvvisare le impostazioni della fotocamera il giorno stesso: fai qualche prova nei giorni precedenti


4. Dove vederla in Italia

In Italia l’eclissi sarà sempre parziale: il Paese resta fuori dalla fascia di totalità.

La percentuale di Sole coperto cambia molto da Nord a Sud, ed è più alta proprio nelle regioni nord-occidentali.

Al Nord la copertura sfiora il 95%, con punte fino al 97,6% nella Sardegna nord-occidentale, zona Asinara e Porto Torres, e a Ventimiglia sull’estremo Ponente ligure.

Torino arriverà al 93,34% e Milano al 92,32%, entrambe con il picco intorno alle 20:20, in coincidenza quasi esatta con il tramonto.

Nel Centro Italia la copertura resta comunque notevole: Firenze raggiungerà l’83,44%.

A Roma l’eclissi inizierà intorno alle 19:32 e culminerà alle 20:11, con una copertura di circa il 69%, secondo le simulazioni dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF).

Al Sud la copertura è più contenuta: Napoli tra il 36% e il 46%, Palermo intorno al 25%, Bari circa il 19%.

Ovunque in Italia, il fenomeno avverrà nelle ore serali, con il Sole già molto basso sull’orizzonte: cerca un punto di osservazione con vista libera verso ovest o ovest-nord-ovest, senza edifici, alberi o colline a bloccare la visuale.

Da tenere presente: anche al 95% di copertura, il cielo non diventa buio come in una totalità vera. Resta sempre visibile un sottile spicchio di Sole, e per questo la protezione per gli occhi resta obbligatoria per l’intera durata del fenomeno.
Eclissi solare parziale, il Sole a forma di falce con la Luna che ne copre una parte
Un’eclissi solare parziale: è questo l’aspetto che avrà il Sole in tutta Italia il 12 agosto 2026, mai coperto del tutto.
Fonte: NASA Science
Città / zona Copertura massima Orario del culmine
Ventimiglia / Sardegna nord-occidentale 95-97,6% ~20:20
Torino 93,34% 20:21
Milano 92,32% 20:20
Firenze 83,44% ~20:20
Roma ~69% (INAF) 20:11
Cagliari ~67% ~20:20
Napoli 36-46% 20:02
Palermo ~25%
Bari ~19%
Catanzaro ~8,65%

Percentuali: simulazioni dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), riportate da testate tecnico-scientifiche italiane. Orari locali (CEST).



5. Dove vederla nel mondo

Se vuoi vedere la totalità vera, non il parziale, l’Italia non basta: serve spostarsi lungo la fascia di totalità.

La destinazione più raggiungibile da Roma è la Spagna settentrionale, con un volo di un paio d’ore: la fascia attraversa Galizia, Asturie, Cantabria, i Paesi Baschi, l’area di Saragozza, la Catalogna e la Valencia, oltre alle Isole Baleari.

In Spagna il Sole sarà molto basso sull’orizzonte durante la totalità, tra i 4 e i 10 gradi a seconda della zona: una condizione che regala un’eclissi particolarmente suggestiva, ma richiede un orizzonte davvero libero verso ovest.

Sequenza delle fasi di un'eclissi solare totale
Le principali fasi di un’eclissi solare totale: dall’inizio dell’occultamento fino al ritorno completo della luce solare.
Fonte: NASA / Keegan Barber

Le altre due zone di totalità sono l’Islanda, con Reykjavik all’interno della fascia, e la Groenlandia: entrambe più lontane e con un meteo estivo storicamente più incerto rispetto alla Spagna.

Città Inizio totalità Fine totalità
León (Spagna) 20:28 20:30
Saragozza (Spagna) 20:29 20:30
Valencia (Spagna) 20:32 20:33
Reykjavík (Islanda) 17:48 17:49

Fonte: NASA Science, pagina ufficiale dell’eclissi. Orari locali.


Fuori dalla fascia di totalità, gran parte d’Europa vedrà comunque un’eclissi parziale molto profonda.

Regno Unito e Irlanda vivranno la migliore eclissi parziale di questo secolo: a Londra il 91%, in Cornovaglia circa il 95%, a Dublino il 94%, nel sud-ovest dell’Irlanda fino al 97,5%.

Parigi arriverà al 92% e Berlino all’85%, mentre Madrid e Barcellona, pur restando fuori dalla fascia di totalità, toccheranno un sorprendente 99%.

In Nord America l’eclissi sarà molto più leggera: negli Stati Uniti, Anchorage in Alaska arriverà al 28%, Bangor nel Maine al 24%, New York al 9%, Philadelphia al 7%.

In Canada, St. John’s a Terranova toccherà il 53%, Montreal il 18%, Toronto l’8%.

Anche l’Africa nord-occidentale vedrà un’eclissi parziale profonda nelle ore serali: Algeri raggiungerà il 96%, Casablanca l’87%, Tunisi il 50%, Dakar il 37%.

Europa (eclissi parziale)
Madrid, Spagna 99%
Barcellona, Spagna 99%
Lisbona, Portogallo 95%
Dublino, Irlanda 94%
Londra, Regno Unito 91%
Parigi, Francia 92%
Oslo, Norvegia 83%
Stoccolma, Svezia 81%
Berlino, Germania 85%
Vienna, Austria 85%
Cracovia, Polonia 64%
San Pietroburgo, Russia 79%
Nuuk, Groenlandia 79%
Africa nord-occidentale (eclissi parziale)
Algeri, Algeria 96%
Casablanca, Marocco 87%
Tunisi, Tunisia 50%
Dakar, Senegal 37%
Nord America (eclissi parziale)
St. John’s, Canada 53%
Halifax, Canada 31%
Montreal, Canada 18%
Toronto, Canada 8%
Edmonton, Canada 6%
Winnipeg, Canada 5%
Anchorage, Alaska, USA 28%
Fairbanks, Alaska, USA 37%
Juneau, Alaska, USA 17%
Bangor, Maine, USA 24%
Portland, Maine, USA 19%
Boston, USA 16%
New York, USA 9%
Philadelphia, USA 7%
Washington D.C., USA 4%
Detroit, USA 3%

Percentuali: NASA Science, pagina ufficiale dell’eclissi. Cornovaglia e sud-ovest Irlanda: Royal Observatory Greenwich / BBC Sky at Night (non presenti nella tabella NASA).




6. Sicurezza: quello che devi sapere prima di scattare

Questa è la sezione più importante di tutta la guida: sbagliare qui significa rischiare danni permanenti alla vista o alla fotocamera.

Persone che osservano l'eclissi solare in sicurezza con occhiali certificati
Occhiali da eclissi certificati: l’unico modo sicuro per guardare le fasi parziali direttamente a occhio nudo.
Fonte: NASA Science

Se lavori già con i filtri ND per la fotografia a lunga esposizione, sai quanto possano essere scuri. Eppure, anche il più scuro dei filtri ND non è sicuro per fotografare il sole: riduce la luce visibile, ma non blocca a sufficienza gli infrarossi e gli ultravioletti che il sole emette.

Attenzione: impilare più filtri ND uno sopra l’altro non risolve il problema. La componente infrarossa e ultravioletta continua a passare comunque.

Serve un filtro solare dedicato, certificato allo standard internazionale ISO 12312-2: è lo stesso standard richiesto per gli occhiali da eclissi.

Il filtro solare va sempre montato sulla parte anteriore dell’obiettivo, mai in un vano filtri posteriore: alcuni teleobiettivi professionali hanno un vano slip-in pensato per filtri fotografici normali, non adatto a puntare il sole.

Rischio per l’attrezzatura: un obiettivo puntato sul sole senza filtro si comporta come una lente d’ingrandimento. Il calore concentrato può fondere le lamelle del diaframma, danneggiare l’otturatore o bruciare permanentemente il sensore.
Rischio per gli occhi: non guardare mai attraverso il mirino ottico di una reflex mentre l’obiettivo è puntato sul sole. Il mirino concentra la luce esattamente come un piccolo telescopio non filtrato, con lo stesso rischio per gli occhi.

Usa sempre il live view sullo schermo LCD, oppure il mirino elettronico di una mirrorless, per comporre e mettere a fuoco.

Attenzione: anche con un mirino elettronico il sensore resta comunque esposto direttamente al sole, quindi il filtro sull’obiettivo resta obbligatorio in ogni caso.
Controllo pre-scatto: prima di ogni utilizzo, controlla il filtro contro la luce. Graffi, forellini o bordi allentati possono far passare luce non filtrata in modo pericoloso.
Nota: anche lo smartphone ha bisogno di un filtro solare dedicato se punti la fotocamera direttamente sul sole. Il sensore è più piccolo ma altrettanto vulnerabile al calore concentrato, specialmente con zoom ottico o teleobiettivi esterni.

Se hai un telescopio e vuoi usarlo per osservare l’eclissi, vale la stessa regola della fotocamera: serve un filtro solare dedicato che copra per intero l’apertura anteriore dello strumento, mai un filtro piccolo posizionato dal lato dell’oculare.

Telescopio con filtro solare montato sulla parte anteriore rivolta al Sole
Il filtro solare va sempre montato sul lato del telescopio rivolto verso il Sole, mai dal lato dell’oculare.
Fonte: NASA Science / Carolyn Slivinski
Rischio specifico dei telescopi: alcuni telescopi economici o datati vengono venduti con un piccolo filtro solare da avvitare sull’oculare, cioè dal lato dove si appoggia l’occhio. Questo tipo di filtro è pericoloso: il telescopio ha già concentrato luce e calore prima che il filtro li fermi, e può incrinarsi o rompersi all’improvviso per il surriscaldamento, esponendo l’occhio senza alcun preavviso. Va evitato sempre, indipendentemente da quanto sembri scuro.

Per allineare il telescopio verso il sole, non guardare mai attraverso lo strumento: orientalo osservando l’ombra che proietta a terra, fino a quando diventa più piccola e circolare possibile.

Ricordati anche il cercatore (il piccolo mirino ottico montato sul telescopio): ha un percorso ottico separato dal tubo principale, altrettanto pericoloso se lasciato senza protezione o non rimosso.

Non indossare mai gli occhiali da eclissi mentre guardi attraverso un telescopio o un binocolo privo di filtro: la luce già concentrata dallo strumento brucerebbe il filtro degli occhiali, pensato solo per la protezione a occhio nudo.

Dall’Italia, dove l’eclissi resta sempre parziale, il filtro solare non va mai rimosso durante tutto il fenomeno: a differenza di chi osserva la totalità in Spagna o Islanda, dove il filtro si toglie esclusivamente durante i pochi minuti di copertura completa.

Le tre regole da non violare mai:
1. Mai un filtro ND normale al posto di un filtro solare certificato ISO 12312-2
2. Mai il mirino ottico puntato sul sole: sempre live view o mirino elettronico
3. Mai togliere il filtro in Italia: l’eclissi qui resta sempre parziale, per tutta la sua durata
Ombra della Luna sulla Terra vista dalla Stazione Spaziale Internazionale durante un'eclissi solare
L’ombra della Luna, fotografata dalla Stazione Spaziale Internazionale durante l’eclissi dell’8 aprile 2024. In Italia il 12 agosto 2026 il fenomeno sarà osservabile come eclissi parziale.
Fonte: NASA

Domande frequenti

Il mio filtro ND1000 va bene per fotografare l’eclissi?

No. Un ND1000 riduce solo la luce visibile, non gli infrarossi e gli ultravioletti che il sole emette. Serve un filtro solare dedicato certificato ISO 12312-2, che offre una riduzione di almeno 16 stop su tutto lo spettro, non solo su quello visibile.

Posso fotografare l’eclissi con lo smartphone?

Sì, ma se inquadri il sole direttamente serve comunque un piccolo filtro solare dedicato da applicare sull’obiettivo del telefono: il sensore, per quanto piccolo, può comunque danneggiarsi con l’esposizione diretta e prolungata.

Devo togliere il filtro solare mentre fotografo dall’Italia?

Mai. Dall’Italia l’eclissi resta sempre parziale: il sole non viene mai coperto del tutto, quindi il filtro solare va tenuto montato per l’intera durata del fenomeno, dall’inizio alla fine.

Quanto durerà la totalità in Spagna?

Fino a circa 1 minuto e 48 secondi nella zona di Asturie e Cantabria, nel nord della Spagna. Il valore massimo assoluto di 2 minuti e 18 secondi si registra solo sull’Oceano Atlantico, non su un punto raggiungibile via terra.

Posso guardare l’eclissi parziale senza protezione, anche solo per un istante?

Mai, nemmeno per un istante e nemmeno quando la copertura sembra quasi totale. Serve sempre una protezione certificata ISO 12312-2, sia per l’osservazione a occhio nudo che per l’uso del mirino ottico di una fotocamera.

Il mio telescopio ha un filtro solare da avvitare sull’oculare: va bene?

No, va evitato. Un filtro montato sull’oculare, dal lato dove si appoggia l’occhio, riceve luce e calore già concentrati dal telescopio: può incrinarsi o rompersi improvvisamente per il surriscaldamento. Serve invece un filtro solare che copra l’intera apertura anteriore dello strumento.

Serve per forza un telescopio per osservare l’eclissi?

No, è facoltativo. Bastano occhiali da eclissi certificati ISO 12312-2 per l’osservazione a occhio nudo, oppure una fotocamera con filtro solare se vuoi anche fotografarla. Il telescopio è utile solo per un ingrandimento maggiore.

Posso osservare l’eclissi se il cielo è nuvoloso?

Dipende dallo spessore delle nuvole: quelle sottili possono lasciar intravedere il fenomeno attenuato, ma una copertura spessa lo rende invisibile. Non c’è modo di intervenire sul meteo: conviene scegliere in anticipo una zona con previsioni migliori e restare flessibili sul luogo esatto.

È pericoloso guardare l’eclissi nel mirino della reflex?

Sì, molto. Il mirino ottico di una reflex concentra la luce esattamente come un piccolo telescopio non filtrato, con lo stesso rischio per gli occhi. Usa sempre il live view sullo schermo LCD, anche con il filtro solare montato.

Posso fotografare l’eclissi senza teleobiettivo?

Sì. Con un grandangolo puoi includere il paesaggio nella foto, con il sole ridotto a un piccolo elemento della composizione: è un approccio diverso ma altrettanto valido rispetto al primo piano con teleobiettivo.

Quale focale è consigliata per fotografare l’eclissi?

Tra 200mm e 500mm per un primo piano soddisfacente del disco solare. Se invece vuoi includere il paesaggio, un grandangolo tra 14mm e 35mm è la scelta giusta, con il sole come piccolo elemento della scena.

Posso usare una fotocamera mirrorless?

Sì, funziona benissimo: anzi, il mirino elettronico di una mirrorless è più sicuro rispetto al mirino ottico di una reflex, perché non espone mai l’occhio direttamente alla luce concentrata dall’obiettivo.

Posso fotografare l’eclissi con un drone?

Meglio evitare: i sensori dei droni non sono protetti da filtri solari dedicati, e puntare la fotocamera verso il sole rischia di danneggiarli permanentemente. In più, in Italia diverse aree hanno restrizioni al volo nelle ore serali.

Conclusione
L’eclissi del 12 agosto 2026 è un’occasione irripetibile in Europa: la prossima totale visibile dal continente non capiterà per molti anni. Che tu resti in Italia per il parziale o voli in Spagna per la totalità, la differenza tra una foto riuscita e un rischio inutile per occhi e attrezzatura sta tutta nella preparazione: filtro giusto, impostazioni collaudate in anticipo, e nessuna scorciatoia sulla sicurezza.

Fonti ufficiali

Questa guida è stata realizzata consultando esclusivamente fonti scientifiche autorevoli:


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