Read the full guide in English: Total Solar Eclipse August 12 2026 (English)
Guida fotografica completa: come scattare, dove vederla in Italia e nel mondo, sicurezza
Foto di sfondo: Baily’s Beads e protuberanze solari, eclissi dell’8 aprile 2024, Dallas. Fonte: NASA/Keegan Barber
Il 12 agosto 2026 la Luna coprirà il Sole in una delle eclissi più attese degli ultimi decenni: la prima totale visibile dall’Europa continentale dal 1999.
In questa guida trovi tutto quello che serve per fotografarla in sicurezza: attrezzatura, impostazioni di scatto, dove vederla in Italia e all’estero, e le regole di protezione per occhi e fotocamera verificate su fonti tecniche affidabili.

Fonte: NASA Science / NASA’s Scientific Visualization Studio
Prima di iniziare (risposte rapide)
- Il filtro ND del mio kit va bene? No. Un filtro ND normale, anche da 10 stop, non basta e non è sicuro: vedi la sezione sicurezza.
- Devo togliere il filtro durante l’osservazione dall’Italia? Mai: dall’Italia l’eclissi resta sempre parziale, il filtro va tenuto per tutta la durata del fenomeno.
- Posso guardarla a occhio nudo? Mai senza occhiali certificati ISO 12312-2, nemmeno quando sembra “quasi coperta”.
- Serve per forza un teleobiettivo? No: puoi anche scegliere un grandangolo e includere il paesaggio, con il sole come piccolo elemento della scena.
1. Cos’è un’eclissi solare totale
Un’eclissi solare totale avviene quando la Luna si posiziona esattamente tra il Sole e la Terra, coprendo per intero il disco solare per alcuni minuti.
Il fenomeno è visibile solo lungo una fascia stretta della superficie terrestre, chiamata fascia di totalità: fuori da questa fascia, il Sole viene coperto solo in parte.
Il 12 agosto 2026 si verificherà una nuova eclissi solare totale, la prima visibile dall’Europa continentale dal 1999.
La fascia di totalità attraverserà la Russia artica, la Groenlandia, l’Islanda, la Spagna settentrionale e le Isole Baleari, terminando poco dopo il tramonto sul Mar Mediterraneo.
La durata massima della totalità sarà di circa 2 minuti e 18 secondi, ma solo sull’Oceano Atlantico: sulla terraferma, in Spagna, la durata massima reale sarà di poco inferiore ai 2 minuti.
Dall’Italia l’eclissi sarà visibile solo in forma parziale: il Sole non verrà mai coperto del tutto, ma lo spettacolo resterà comunque notevole, soprattutto al Nord.

Fonte: NASA / Keegan Barber
La fotosfera, la superficie luminosa del Sole, viene completamente occultata dalla Luna: questo rende finalmente visibile la corona, la tenue atmosfera esterna del Sole, normalmente nascosta dalla sua intensa luminosità.
La Luna blocca quasi completamente la luce diretta del Sole: la luminosità cala improvvisamente, con un effetto simile a un tramonto molto rapido. In Italia, dove l’eclissi resta parziale, questo effetto sarà solo accennato, mai completo.
Sono i puntini di luce che appaiono per un istante appena prima e appena dopo la totalità, causati dal passaggio degli ultimi raggi di Sole tra le montagne e le valli del profilo lunare. Prendono il nome dall’astronomo Francis Baily, che li descrisse per primo nel 1836.
Data: mercoledì 12 agosto 2026
Tipo: eclissi solare totale (parziale dall’Italia)
Percorso della totalità: Russia artica, Groenlandia, Islanda, Spagna settentrionale, Isole Baleari
Durata massima: circa 2 minuti e 18 secondi (solo sull’Atlantico, meno di 2 minuti sulla terraferma spagnola)
In Italia: eclissi parziale, visibile al tramonto
Guarda l’animazione ufficiale NASA
Questa visualizzazione ufficiale della NASA Scientific Visualization Studio segue l’ombra della Luna lungo tutto il suo percorso attorno al globo, dalla Siberia artica fino al tramonto sul Mediterraneo.
Fonte: NASA Scientific Visualization Studio / Ernie Wright
2. Attrezzatura: cosa serve davvero
L’unico elemento davvero indispensabile, più della fotocamera stessa, è il filtro solare: senza quello, non si fotografa in sicurezza.
Deve essere un filtro solare dedicato, certificato allo standard di sicurezza ISO 12312-2, montato sempre sulla parte anteriore dell’obiettivo.
Per l’obiettivo, la scelta dipende dal tipo di foto che vuoi realizzare.
Un teleobiettivo tra 200mm e 500mm dà un primo piano soddisfacente del disco solare: con un 400mm su full frame, o 250-300mm su una fotocamera APS-C, ottieni già una dimensione del sole ben visibile nel fotogramma.
Un grandangolo tra 14mm e 35mm è la scelta giusta se invece vuoi includere il paesaggio nella foto: il sole apparirà come un piccolo punto luminoso nella scena, ma può funzionare benissimo come elemento compositivo.
Non serve una fotocamera speciale: qualsiasi modello con controlli manuali va bene, sia mirrorless che reflex.
Su una fotocamera con sensore APS-C il fattore di moltiplicazione gioca a favore: un 200mm si comporta otticamente come un 300mm su full frame.
Serve un treppiede robusto con testa capace di reggere bene il peso di obiettivo e filtro, soprattutto in caso di vento.
Usa sempre uno scatto remoto o un intervalometro: premere il pulsante di scatto a mano, anche su treppiede, rischia di introdurre micromosso.
Porta sempre batterie e schede di memoria di scorta: l’eclissi non aspetta, e non c’è una seconda occasione lo stesso giorno.
Infine, procurati occhiali da eclissi certificati ISO 12312-2 per la protezione degli occhi: servono comunque, anche se fotografi con la fotocamera protetta dal suo filtro.
☐ Filtro solare certificato ISO 12312-2 (montato davanti all’obiettivo)
☐ Teleobiettivo 200-500mm oppure grandangolo 14-35mm
☐ Fotocamera con controlli manuali
☐ Treppiede e testa robusti
☐ Scatto remoto o intervalometro
☐ Batterie e schede di memoria di scorta
☐ Occhiali da eclissi certificati ISO 12312-2
Dove trovare filtri e occhiali certificati
Questa sezione contiene link di affiliazione Amazon: se acquisti tramite questi link, potrei ricevere una piccola commissione, senza alcun costo aggiuntivo per te. Consiglio solo prodotti certificati ISO 12312-2.
- Occhiali da eclissi certificati ISO 12312-2 (include anche 2 filtri per smartphone): vedi su Amazon
- Filtro solare per obiettivo fotografico e telescopio (foglio certificato ISO 12312-2 da ritagliare su misura per il tuo diametro): vedi su Amazon
Nota: il filtro è un foglio da ritagliare, non un accessorio già montato: misura il diametro esterno del tuo obiettivo o telescopio, taglia un disco leggermente più grande e fissalo con un supporto (es. anello di cartone rigido) sulla parte anteriore, in modo che non possa scivolare o cadere.
3. Impostazioni e tecnica di scatto
Imposta sempre la modalità manuale: è l’unico modo per avere il pieno controllo su un soggetto così particolare e luminoso.
Parti da un diaframma intorno a f/8: è il compromesso più diffuso tra nitidezza e luminosità con il filtro solare montato.
Mantieni l’ISO basso, tra 100 e 200, per evitare rumore digitale inutile: la luce, anche filtrata, non manca mai.
Per il tempo di scatto, con il filtro solare montato durante le fasi parziali, un buon punto di partenza è 1/500s: il valore esatto dipende dalla combinazione di densità del filtro, diaframma e ISO, quindi regola in base all’esposimetro.
Usa la misurazione spot puntata direttamente sul sole, non la misurazione media: eviti così di farti ingannare dal resto del cielo.
Fai sempre un bracketing dell’esposizione, scattando una serie a diversi tempi intorno al valore base: ti dà margine per scegliere lo scatto più equilibrato in post-produzione.
Metti a fuoco manualmente sul bordo del disco solare: l’autofocus spesso non riesce ad agganciare un soggetto così uniforme e privo di contrasto.
Per verificare la messa a fuoco, ingrandisci l’immagine in live view sullo schermo LCD prima di scattare la serie definitiva.
Imposta il bilanciamento del bianco in manuale: puoi comunque correggerlo con precisione in post-produzione partendo da un file RAW, che mantiene molto più margine di recupero rispetto a un JPEG.
Una corretta gestione del colore in post-produzione aiuta a mantenere fedeli le tonalità del cielo e del disco solare, evitando differenze indesiderate tra schermo e file finale.
Se lavori su treppiede, disattiva la stabilizzazione dell’obiettivo: su un supporto fermo può paradossalmente introdurre micro-vibrazioni invece di eliminarle.
Un consiglio pratico: fai qualche scatto di prova nei giorni precedenti, alla stessa ora e con lo stesso filtro montato, per arrivare al 12 agosto con le impostazioni già collaudate invece di improvvisare sul momento.
Se invece scegli l’approccio grandangolare, con il sole ridotto a un piccolo punto nella scena, la messa a fuoco si gestisce diversamente: in questo caso conviene mettere a fuoco all’iperfocale, per avere tutto nitido dal primo piano fino all’infinito.
Puoi calcolare l’iperfocale esatta per il tuo obiettivo e la tua fotocamera con il calcolatore gratuito di lunga esposizione, DOF e focus stacking, invece di affidarti a valori approssimativi.
Modalità: manuale
Diaframma: f/8
ISO: 100-200
Tempo: 1/500s (da regolare con l’esposimetro)
Misurazione: spot, sul disco solare
Messa a fuoco: manuale, sul bordo del sole, verificata in live view
Bracketing: consigliato, più scatti attorno al tempo base
✗ Non osservare mai il Sole senza filtri certificati ISO 12312-2
✗ Non utilizzare normali occhiali da sole come protezione
✗ Non guardare il Sole attraverso fotocamere, binocoli o telescopi senza un filtro solare dedicato
✗ Non utilizzare filtri ND fotografici al posto dei filtri solari
✗ Non improvvisare le impostazioni della fotocamera il giorno stesso: fai qualche prova nei giorni precedenti
4. Dove vederla in Italia
In Italia l’eclissi sarà sempre parziale: il Paese resta fuori dalla fascia di totalità.
La percentuale di Sole coperto cambia molto da Nord a Sud, ed è più alta proprio nelle regioni nord-occidentali.
Al Nord la copertura sfiora il 95%, con punte fino al 97,6% nella Sardegna nord-occidentale, zona Asinara e Porto Torres, e a Ventimiglia sull’estremo Ponente ligure.
Torino arriverà al 93,34% e Milano al 92,32%, entrambe con il picco intorno alle 20:20, in coincidenza quasi esatta con il tramonto.
Nel Centro Italia la copertura resta comunque notevole: Firenze raggiungerà l’83,44%.
A Roma l’eclissi inizierà intorno alle 19:32 e culminerà alle 20:11, con una copertura di circa il 69%, secondo le simulazioni dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF).
Al Sud la copertura è più contenuta: Napoli tra il 36% e il 46%, Palermo intorno al 25%, Bari circa il 19%.
Ovunque in Italia, il fenomeno avverrà nelle ore serali, con il Sole già molto basso sull’orizzonte: cerca un punto di osservazione con vista libera verso ovest o ovest-nord-ovest, senza edifici, alberi o colline a bloccare la visuale.

Fonte: NASA Science
| Città / zona | Copertura massima | Orario del culmine |
|---|---|---|
| Ventimiglia / Sardegna nord-occidentale | 95-97,6% | ~20:20 |
| Torino | 93,34% | 20:21 |
| Milano | 92,32% | 20:20 |
| Firenze | 83,44% | ~20:20 |
| Roma | ~69% (INAF) | 20:11 |
| Cagliari | ~67% | ~20:20 |
| Napoli | 36-46% | 20:02 |
| Palermo | ~25% | – |
| Bari | ~19% | – |
| Catanzaro | ~8,65% | – |
Percentuali: simulazioni dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), riportate da testate tecnico-scientifiche italiane. Orari locali (CEST).
5. Dove vederla nel mondo
Se vuoi vedere la totalità vera, non il parziale, l’Italia non basta: serve spostarsi lungo la fascia di totalità.
La destinazione più raggiungibile da Roma è la Spagna settentrionale, con un volo di un paio d’ore: la fascia attraversa Galizia, Asturie, Cantabria, i Paesi Baschi, l’area di Saragozza, la Catalogna e la Valencia, oltre alle Isole Baleari.
In Spagna il Sole sarà molto basso sull’orizzonte durante la totalità, tra i 4 e i 10 gradi a seconda della zona: una condizione che regala un’eclissi particolarmente suggestiva, ma richiede un orizzonte davvero libero verso ovest.

Fonte: NASA / Keegan Barber
Le altre due zone di totalità sono l’Islanda, con Reykjavik all’interno della fascia, e la Groenlandia: entrambe più lontane e con un meteo estivo storicamente più incerto rispetto alla Spagna.
| Città | Inizio totalità | Fine totalità |
|---|---|---|
| León (Spagna) | 20:28 | 20:30 |
| Saragozza (Spagna) | 20:29 | 20:30 |
| Valencia (Spagna) | 20:32 | 20:33 |
| Reykjavík (Islanda) | 17:48 | 17:49 |
Fonte: NASA Science, pagina ufficiale dell’eclissi. Orari locali.
Fuori dalla fascia di totalità, gran parte d’Europa vedrà comunque un’eclissi parziale molto profonda.
Regno Unito e Irlanda vivranno la migliore eclissi parziale di questo secolo: a Londra il 91%, in Cornovaglia circa il 95%, a Dublino il 94%, nel sud-ovest dell’Irlanda fino al 97,5%.
Parigi arriverà al 92% e Berlino all’85%, mentre Madrid e Barcellona, pur restando fuori dalla fascia di totalità, toccheranno un sorprendente 99%.
In Nord America l’eclissi sarà molto più leggera: negli Stati Uniti, Anchorage in Alaska arriverà al 28%, Bangor nel Maine al 24%, New York al 9%, Philadelphia al 7%.
In Canada, St. John’s a Terranova toccherà il 53%, Montreal il 18%, Toronto l’8%.
Anche l’Africa nord-occidentale vedrà un’eclissi parziale profonda nelle ore serali: Algeri raggiungerà il 96%, Casablanca l’87%, Tunisi il 50%, Dakar il 37%.
| Europa (eclissi parziale) | |
|---|---|
| Madrid, Spagna | 99% |
| Barcellona, Spagna | 99% |
| Lisbona, Portogallo | 95% |
| Dublino, Irlanda | 94% |
| Londra, Regno Unito | 91% |
| Parigi, Francia | 92% |
| Oslo, Norvegia | 83% |
| Stoccolma, Svezia | 81% |
| Berlino, Germania | 85% |
| Vienna, Austria | 85% |
| Cracovia, Polonia | 64% |
| San Pietroburgo, Russia | 79% |
| Nuuk, Groenlandia | 79% |
| Africa nord-occidentale (eclissi parziale) | |
|---|---|
| Algeri, Algeria | 96% |
| Casablanca, Marocco | 87% |
| Tunisi, Tunisia | 50% |
| Dakar, Senegal | 37% |
| Nord America (eclissi parziale) | |
|---|---|
| St. John’s, Canada | 53% |
| Halifax, Canada | 31% |
| Montreal, Canada | 18% |
| Toronto, Canada | 8% |
| Edmonton, Canada | 6% |
| Winnipeg, Canada | 5% |
| Anchorage, Alaska, USA | 28% |
| Fairbanks, Alaska, USA | 37% |
| Juneau, Alaska, USA | 17% |
| Bangor, Maine, USA | 24% |
| Portland, Maine, USA | 19% |
| Boston, USA | 16% |
| New York, USA | 9% |
| Philadelphia, USA | 7% |
| Washington D.C., USA | 4% |
| Detroit, USA | 3% |
Percentuali: NASA Science, pagina ufficiale dell’eclissi. Cornovaglia e sud-ovest Irlanda: Royal Observatory Greenwich / BBC Sky at Night (non presenti nella tabella NASA).
6. Sicurezza: quello che devi sapere prima di scattare
Questa è la sezione più importante di tutta la guida: sbagliare qui significa rischiare danni permanenti alla vista o alla fotocamera.

Fonte: NASA Science
Se lavori già con i filtri ND per la fotografia a lunga esposizione, sai quanto possano essere scuri. Eppure, anche il più scuro dei filtri ND non è sicuro per fotografare il sole: riduce la luce visibile, ma non blocca a sufficienza gli infrarossi e gli ultravioletti che il sole emette.
Serve un filtro solare dedicato, certificato allo standard internazionale ISO 12312-2: è lo stesso standard richiesto per gli occhiali da eclissi.
Il filtro solare va sempre montato sulla parte anteriore dell’obiettivo, mai in un vano filtri posteriore: alcuni teleobiettivi professionali hanno un vano slip-in pensato per filtri fotografici normali, non adatto a puntare il sole.
Usa sempre il live view sullo schermo LCD, oppure il mirino elettronico di una mirrorless, per comporre e mettere a fuoco.
Se hai un telescopio e vuoi usarlo per osservare l’eclissi, vale la stessa regola della fotocamera: serve un filtro solare dedicato che copra per intero l’apertura anteriore dello strumento, mai un filtro piccolo posizionato dal lato dell’oculare.

Fonte: NASA Science / Carolyn Slivinski
Per allineare il telescopio verso il sole, non guardare mai attraverso lo strumento: orientalo osservando l’ombra che proietta a terra, fino a quando diventa più piccola e circolare possibile.
Ricordati anche il cercatore (il piccolo mirino ottico montato sul telescopio): ha un percorso ottico separato dal tubo principale, altrettanto pericoloso se lasciato senza protezione o non rimosso.
Non indossare mai gli occhiali da eclissi mentre guardi attraverso un telescopio o un binocolo privo di filtro: la luce già concentrata dallo strumento brucerebbe il filtro degli occhiali, pensato solo per la protezione a occhio nudo.
Dall’Italia, dove l’eclissi resta sempre parziale, il filtro solare non va mai rimosso durante tutto il fenomeno: a differenza di chi osserva la totalità in Spagna o Islanda, dove il filtro si toglie esclusivamente durante i pochi minuti di copertura completa.
1. Mai un filtro ND normale al posto di un filtro solare certificato ISO 12312-2
2. Mai il mirino ottico puntato sul sole: sempre live view o mirino elettronico
3. Mai togliere il filtro in Italia: l’eclissi qui resta sempre parziale, per tutta la sua durata

Fonte: NASA
Domande frequenti
Il mio filtro ND1000 va bene per fotografare l’eclissi?
No. Un ND1000 riduce solo la luce visibile, non gli infrarossi e gli ultravioletti che il sole emette. Serve un filtro solare dedicato certificato ISO 12312-2, che offre una riduzione di almeno 16 stop su tutto lo spettro, non solo su quello visibile.
Posso fotografare l’eclissi con lo smartphone?
Sì, ma se inquadri il sole direttamente serve comunque un piccolo filtro solare dedicato da applicare sull’obiettivo del telefono: il sensore, per quanto piccolo, può comunque danneggiarsi con l’esposizione diretta e prolungata.
Devo togliere il filtro solare mentre fotografo dall’Italia?
Mai. Dall’Italia l’eclissi resta sempre parziale: il sole non viene mai coperto del tutto, quindi il filtro solare va tenuto montato per l’intera durata del fenomeno, dall’inizio alla fine.
Quanto durerà la totalità in Spagna?
Fino a circa 1 minuto e 48 secondi nella zona di Asturie e Cantabria, nel nord della Spagna. Il valore massimo assoluto di 2 minuti e 18 secondi si registra solo sull’Oceano Atlantico, non su un punto raggiungibile via terra.
Posso guardare l’eclissi parziale senza protezione, anche solo per un istante?
Mai, nemmeno per un istante e nemmeno quando la copertura sembra quasi totale. Serve sempre una protezione certificata ISO 12312-2, sia per l’osservazione a occhio nudo che per l’uso del mirino ottico di una fotocamera.
Il mio telescopio ha un filtro solare da avvitare sull’oculare: va bene?
No, va evitato. Un filtro montato sull’oculare, dal lato dove si appoggia l’occhio, riceve luce e calore già concentrati dal telescopio: può incrinarsi o rompersi improvvisamente per il surriscaldamento. Serve invece un filtro solare che copra l’intera apertura anteriore dello strumento.
Serve per forza un telescopio per osservare l’eclissi?
No, è facoltativo. Bastano occhiali da eclissi certificati ISO 12312-2 per l’osservazione a occhio nudo, oppure una fotocamera con filtro solare se vuoi anche fotografarla. Il telescopio è utile solo per un ingrandimento maggiore.
Posso osservare l’eclissi se il cielo è nuvoloso?
Dipende dallo spessore delle nuvole: quelle sottili possono lasciar intravedere il fenomeno attenuato, ma una copertura spessa lo rende invisibile. Non c’è modo di intervenire sul meteo: conviene scegliere in anticipo una zona con previsioni migliori e restare flessibili sul luogo esatto.
È pericoloso guardare l’eclissi nel mirino della reflex?
Sì, molto. Il mirino ottico di una reflex concentra la luce esattamente come un piccolo telescopio non filtrato, con lo stesso rischio per gli occhi. Usa sempre il live view sullo schermo LCD, anche con il filtro solare montato.
Posso fotografare l’eclissi senza teleobiettivo?
Sì. Con un grandangolo puoi includere il paesaggio nella foto, con il sole ridotto a un piccolo elemento della composizione: è un approccio diverso ma altrettanto valido rispetto al primo piano con teleobiettivo.
Quale focale è consigliata per fotografare l’eclissi?
Tra 200mm e 500mm per un primo piano soddisfacente del disco solare. Se invece vuoi includere il paesaggio, un grandangolo tra 14mm e 35mm è la scelta giusta, con il sole come piccolo elemento della scena.
Posso usare una fotocamera mirrorless?
Sì, funziona benissimo: anzi, il mirino elettronico di una mirrorless è più sicuro rispetto al mirino ottico di una reflex, perché non espone mai l’occhio direttamente alla luce concentrata dall’obiettivo.
Posso fotografare l’eclissi con un drone?
Meglio evitare: i sensori dei droni non sono protetti da filtri solari dedicati, e puntare la fotocamera verso il sole rischia di danneggiarli permanentemente. In più, in Italia diverse aree hanno restrizioni al volo nelle ore serali.
L’eclissi del 12 agosto 2026 è un’occasione irripetibile in Europa: la prossima totale visibile dal continente non capiterà per molti anni. Che tu resti in Italia per il parziale o voli in Spagna per la totalità, la differenza tra una foto riuscita e un rischio inutile per occhi e attrezzatura sta tutta nella preparazione: filtro giusto, impostazioni collaudate in anticipo, e nessuna scorciatoia sulla sicurezza.
Fonti ufficiali
Questa guida è stata realizzata consultando esclusivamente fonti scientifiche autorevoli:
Domande sull’attrezzatura o su come fotografarla?
Scrivimi utilizzando il modulo in basso!